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Cosa vuoi che sia un abbraccio

Cosa vuoi che sia un abbraccio

L’abbraccio dovrebbe essere uno dei gesti più spontanei e naturali dell’uomo. Ma in barba alla nostra natura di animali sociali raramente ci ritroviamo tra le braccia di altre persone.

La solitudine delle linee guida

Abbiamo perso l’abitudine di stringerci e toccarci in questa società che ogni giorno diventa più asettica. C’è paura del diverso, dell’invisibile, dell’altro di fronte a noi.

Saranno state le linee guida dell’OMS o sarà che dopo aver snocciolato una filastrocca per lavarci le mani ci scoccia insudiciarle di nuovo?

Sporcarle poi con cosa: Il sudore? I batteri? Il pulviscolo atmosferico che già attanaglia i nostri bronchi?

Non posso credere che sia solo colpa della prevenzione: qualcosa di più profondo ci costringe a scaldarci consumandoci le mani con l’amuchina anziché trovare conforto nel calore di un’altra persona.

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Ritrovare la fiducia nell’altro

Non è ben chiaro quando abbiamo iniziato a prenderci le distanze. Tracciamo linee immaginarie tra salute e malattia, bianco e nero, su e giù, più e meno…

Siamo diventati abili a costruire muri e tracciare solchi. Ci lasciamo sopraffare dalle categorie.

Non è avendo paura che vivremo più a lungo. Non vivremo meglio orfani delle endorfine.

Bisogna ritrovare la fiducia negli altri. Bisogna riacquisire la fiducia in noi stessi, perché in fondo non siamo più a nostro agio nemmeno nel nostro corpo.

La comfort zone dell’abbraccio

Cosa vuoi che sia un abbraccio

La nostra comfort zone è diventata ormai così aderente al nostro corpo che ci sta più stretta del costume dello scorso anno.

Ne prendiamo coscienza solo quando ci sentiamo a disagio quando qualcuno ci viene incontro a braccia aperte. Anziché scioglierci e farci plasmare dall’abbraccio, diventiamo rigidi e cominciamo a guardarci intorno come a voler chiedere aiuto.

Non sono stato io è il pensiero che calma l’imbarazzo.

Poi però in fondo qualcosa si muove, l’energia dell’altro che ci pervade, una scintilla riaccende le sinapsi. Qualcosa a cui non siamo più allenati.

In fondo che c’è di male a trovare conforto in uno spazio condiviso, a cercare piacere nel calore altrui.

E in un attimo si insinua un pensiero: Da lunedì mi iscrivo in palestra!

 

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