Rocco Iannalfo

Psicologia, Relazioni & Contenuti

Lo psicologo e l’oceano blu: mai più concorrenza!

In questi giorni impazza la polemica sui grandi numeri degli Psicologi iscritti all’Albo in Italia e di quelli in formazione. C’è chi sostiene che ci sia troppa concorrenza, parliamone.

Studi Psicologia, ma chi te lo fa fare?

Quante volte ti hanno fatto questa domanda?

Probabilmente già dal giorno in cui ti sei recato allo sportello della Segreteria Studenti per iscriverti alla Facoltà di Psicologia, qualcuno avrà insinuato in te il dubbio: dopo il tre+due, il tirocinio, l’esame di stato, la specializzazione, la fila alle poste e via dicendo, troverai lavoro?

Forse sarà stato proprio il segretario d’ateneo a inocularvi il dubbio per smaltire la fila al suo sportello. Ma anche alla prima lezione il docente si è sicuramente divertito a recitare i numeri dei millemila psicologi che ci sono in Italia e sul lavoro che non c’è.

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Ma è proprio vero che non c’è lavoro per gli psicologi?

Lo Psicologo ed il Marketing 2.0

Chi di voi è arrivato fino in fondo ed è giunto ad impattare col mondo del lavoro avrà sicuramente avuto qualche duro colpo.

Tutti a girare sotto braccio con la targhetta da appendere allo studio in condivisione con altri 12 professionisti oppure alle prese con le famigerate cooperative e i contratti co.co.pro e co.cco.dè!

Effettivamente in Italia ci sono tanti psicologi, ma c’è anche tanto disagio su cui lavorare, a partire dal nostro.

Quindi rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare.

L’oceano blu degli Psicologi

W. Chan Kim e Renée Mauborgne, dopo anni di esperienza e studi, hanno scritto un libro: Strategia oceano blu. Vincere senza competere.

Nella loro opera spiegano come spesso le aziende che hanno avuto successo non sono state quelle che hanno investito ingenti budget ma quelle che hanno evitato la concorrenza con scelte strategiche creative.

Lo stesso titolo del libro evoca un oceano blu libero dalla concorrenza, in contrasto ad un oceano rosso sovraffollato e pericoloso da navigare.

Spendere energie e risorse per emergere dalle torbide acque del mercato è dannoso: bisogna trovare nuove strade.

L’oceano rosso della concorrenza

L’oceano rosso per lo psicologo è l’approccio tradizionale alla terapia psicologica: tanti terapeuti che competono per la stessa porzione di utenza che si caratterizza per una scarsa consapevolezza della propria necessità di benessere psicologico.

In questa ottica sono avvantaggiati i terapeuti più anziani e titolati, che hanno investito risorse negli anni per consolidare la propria posizione.

Un giovane terapeuta può competere investendo in pubblicità per colmare il gap e può ridurre il prezzo delle proprie prestazioni per attirare i clienti.

Quest’ultima è però una strategia miope perché comprime il proprio margine di guadagno ed abbassa la qualità percepita: un terapeuta che costa meno viene visto come meno efficace.

Fermo restando che investire risorse nella comunicazione è comunque utile per farsi conoscere, conviene però investire nel trovare il proprio oceano blu.

Evita la concorrenza, trova la tua strada

L’oceano blu dello psicologo consiste nel trovare nuovi sbocchi alla propria professione: nuovi mercati liberi dalla concorrenza.

Una volta identificata una nuova area dove c’è bisogno di benessere psichico si può iniziare a lavorare per fare in modo che nel proprio pubblico di riferimento cresca la consapevolezza del bisogno di benessere.

Comunicare il valore del proprio lavoro è più semplice del comunicare perché dover scegliere te o un altro terapeuta, sarà meno costoso e potrai offrire un servizio di qualità non presente sul mercato, facendoti pagare al giusto prezzo.

In questo modo riuscirai a creare valore per te e per gli altri.

Per trovare un nuovo ambito ci si può guardare intorno ed osservare dove c’è necessità di benessere, facendosi aiutare dalle proprie inclinazioni, passioni ed esperienze.

Ad esempio tempo fa riflettendo sulle mie esperienze sulla supervisione delle equipe e sullo stress a cui sono sottoposti i membri delle giovani imprese, ho scritto questo articolo sul possibile lavoro dello psicologo nelle startup.

Ti consiglio quindi di guardarti intorno e capire in che modo puoi aiutare gli altri ed innovare professione dello psicologo!

Letture consigliate: Strategia oceano blu. Vincere senza competere


Questo articolo è stato inserito nella libreria del sito ufficiale della Blue Ocean Strategy!


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Il blogger e l’articolo del lunedì mattina

Ogni maledetto lunedì riprende la settimana lavorativa: il sole splende nel cielo (dopo un weekend di pioggia) e migliaia di automi si riversano per le strade per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Poche cose possono addolcire l’amarezza del pensiero di una nuova settimana lavorativa: il caffè, una brioche calda e le notizie fresche.

Fornaio e blogger: lavori notturni

Mentre il caffè sale lentamente nella moka diffondendo l’odore del nuovo giorno in casa, il giornale è già nel giardino ad attendervi o, più semplicemente,è già online sul vostro smartphone.

Intere categorie di lavoratori hanno fatto nottata o sacrificato il weekend per rendere migliore la vostra giornata.

Oltre al fornaio, anche il blogger ha bruciato parte del suo prezioso fine settimana per farvi avere l’articolo del lunedì mattina da scrollare mentre siete seduti a meditare sul vostro trono di ceramica.

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La reach ed altre storie

Oltre all’amore incondizionato per il proprio lettore, altri fattori spingono il web writer a scrivere il sabato o la domenica.

Il primo è che analizzando i propri insights e le statistiche, chi pubblica il lunedì ha una reach maggiore, quindi maggiori possibilità di essere condiviso e maggiore soddisfazione nel vedere che il proprio lavoro viene apprezzato da un maggior numero di persone.

Poi in generale il blogger ama scrivere e lo fa con piacere: non è poi un sacrificio mettersi lì ad aggiornare il blog senza gli affanni delle scadenze e degli impegni lavorativi.

Se poi guardate fuori e piove, forse rifugiarsi nella scrittura è la soluzione migliore.

L’articolo del lunedì… il lunedì

Io invece vado controcorrente: pubblico il lunedì in tarda mattinata o nel pomeriggio; se ho scadenze lavorative di martedì.

Quella che potrebbe sembrare una scelta strategica per arrivare nei vostri feed quando sono meno affollati, in realtà è una scelta di vita.

Ho quasi sempre lavorato nel weekend: quando ero studente lavorare il fine settimana era una prassi; da laureato il sabato o la domenica avevo spesso turni h24 nelle strutture per minori, a trascorrere il tempo con chi una famiglia magari non ce l’ha.

Ora che lavoro da freelance e posso organizzare liberamente il mio lavoro, ho deciso di dedicare il fine settimana alla famiglia.

Domenica è sempre domenica

Il blogger e l'articolo del lunedì mattina

Se prima lavorare nel weekend era normalità, ora voglio che sia l’eccezione: va bene  le emergenze, ma l’articolo del lunedì posso consegnarvelo anche un po’ in ritardo.

Voglio riabituarmi alle vecchie abitudini: la gita fuori porta, il pranzo della domenica, la passeggiata per i negozi affollati, stare insieme alla mia compagna di vita.

E mi sto mentalmente preparando a diventare papà: digital detox e weekend dedicato a giocare con le bambole, guardare cartoni e andare al parco in bici.

Forse avrò meno lettori, ma non è quello che conta di più nella vita.

#ColoraRoma con la Missione Girasole!

Da oggi inizia una nuova impresa: #ColoraRoma con Missione Girasole!

Missione Girasole

Missione Girasole è un’associazione culturale che ha come obiettivo la sensibilizzazione verso i temi ambientali e del verde pubblico.

Ogni anno l’associazione rilancia la Missione Girasole – Colora il tuo quartiere, distribuendo migliaia di bustine di semi di girasole da piantare negli spazi di verde pubblico delle città.

#ColoraRoma

#ColoraRoma con la Missione Girasole!

Siccome vivo e lavoro in una delle città più belle al mondo, dove gli spazi verdi non mancano ma traffico e cemento la fanno da padroni, ho deciso di dare il mio contributo alla causa di una città più verde e a misura d’uomo.

Da oggi inizierò a coltivare girasoli e a distribuire in giro le bustine di semini.

Vuoi aiutarmi a colorare la Capitale?

Procurati una bustina e semina in un angolo del tuo quartiere che vuoi abbellire. Fai crescere le piantine e condividi le foto sui social network utilizzando l’hashtag #ColoraRoma.

Se non hai il pollice verde, segui i consigli di Missione Girasole.

Se non sai dove trovare i semini, contattami!

Rendi più verde la tua città, #ColoraRoma!

Il newsfeed di Facebook non è neutrale

 

Oggi vi propongo una riflessione sul recente dibattito che si è svolto riguardo la presunta censura operata da Facebook. Se non siete a conoscenza della notizia, potete leggerla qui.

L’accusa di favoritismi

Marketing Pips Il newsfeed di Facebook non è neutrale

Sembra che nei suoi Trending Topics Facebook abbia dato maggiore risalto a determinate fonti a discapito di altre.

Gizmodo ci dice che alcuni ex news curator hanno rivelato le dinamiche poco politically correct con cui viene gestita la sezione.

La notizia però non è accertata: siccome gli ex dipendenti di Facebook per contratto non possono diffondere notizie sensibili relative all’azienda, sono rimasti nell’anonimato.

Ci tocca dunque avere fiducia nel buon nome di Gizmodo che garantisce sulla genuinità della fonte.

In ogni caso la notizia ha fatto scalpore perché non sarebbe la prima volta che la piattaforma social viene manovrata.

L’esperimento sul newsfeed di Facebook

Il newsfeed di Facebook è regolato da un complesso algoritmo che ci propone i contenuti dei nostri contatti e delle pagine che seguiamo in base a vari fattori, ma in particolare in base alle interazioni che abbiamo con gli altri.

In passato l’azienda ammise di aver condotto un esperimento manipolando le notizie che venivano presentate nei newsfeed di un campione di utenti.

L’opinione pubblica la prese maluccio, ma la questione fu presto dimenticata.

Facebook è un’azienda privata

Quanto è utile gridare allo scandalo apprendendo tali notizie?

Facebook è un ente privato e quotato in borsa: per quanto voglia dotarsi di valori e mission filantropiche, l’obiettivo unico degli azionisti resta il fatturato.

In fondo nessuna azienda opera gratis sul mercato: se non c’è una tariffa da pagare, non vuol dire che non ci sia un guadagno per chi offre un servizio.

Per quanto ne sappiamo i profitti dell’azienda di Menlo Park vengono dalla pubblicità, ma non possiamo escludere altre fonti di guadagno meno etiche: pagare per apparire nei trending topics non è impensabile.

Basti pensare che l’idea dei trend è mutuata da Twitter, che permette di inserire a pagamento qualsiasi hashtag, specificando che però è sponsorizzato.

Quando finisce un amore

Marketing Pips Il newsfeed di Facebook non è neutrale

Siamo portati a credere che, in virtù della sua gratuità e della posizione predominante che occupa nel web, Facebook debba essere imparziale.

Sarebbe un po’ come pensare che una nazione grande come la Cina debba necessariamente essere democratica per via dell’importanza strategica che ha l’avere oltre un miliardo di abitanti.

Purtroppo l’azienda di Zuckerberg non brilla per trasparenza e le norme sulla privacy nascondono mille insidie.

Per quanto ci possa piacere passare il nostro tempo scorrendo il newsfeed di Facebook dobbiamo rassegnarci all’idea che non è tutto oro ciò che luccica sotto i nostri pollici.

Come per mille altri prodotti e servizi che non sono come li vorremmo, bisogna farne un uso consapevole.

Cosa ne pensate al riguardo? Parliamone nei commenti!

Riflessione andando al lavoro

Affanni mattutini

Le cuffie pompano musica e dettano il ritmo del nostro passo. Ci si stipa in vagoni affollati, con gomiti e zainetti che insidiano la nostra comfort zone. Banchine affollate e scale di corsa, in uno slalom di anime per giungere al lavoro.

Automi senza coscienza nel grigio della metropoli; il Bianconiglio sussurra che è tardi.

Quando una mattina presi coscienza del fatto che stavo correndo mi sentii vuoto dentro.

Mi fermai ed ero un punto fermo nel turbinio di tacchi e cravatte che si affannavano come tarantolati in preda ad un ordinato delirio.

Ritmi e melodie

Ogni civiltà ha il suo ritmo, e quella rurale non si basa sulla playlist o sugli orari dei tram: preferisce le melodie della natura.

La vita scorre seguendo il solco temporale tracciato dal sole nel cielo, senza affanni.

In città ci sono marcatempo nevrotici che ci inducono a riversarci nelle strade e a rincorrere quel treno perché il prossimo è già tardi.

L’architettura moderna dalle linee affusolate e dinamiche rafforza il senso di moto, contrapponendosi alla maestosità ed alla tranquillità dei fregi classici.

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La maratona di Milano

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A Milano la corsa verso l’happy hour comincia dal mattino. A passo lento si esce di casa, ma già in metro la velocità della massa è sostenuta.

Il caffè lungo al bar ostacola la tabella di marcia e chi si ferma sulle scale mobili è perduto.

Non ci si sacrifica per l’efficienza sul lavoro, ma per arrivare presto all’ape ed in palestra. Che poi i locali chiudono tardi e puoi allenarti anche di notte. Ma tocca andare a letto presto, altrimenti domattina si fa tardi.

La vita diventa un cane che si morderebbe la coda se solo riuscisse a raggiungerla, ma anche questa corre troppo e senza un comprensibile perché.

Roma, la grande bellezza

Riflessione andando al lavoro

Roma invece è una città meravigliosa, dove Zenone troverebbe materiale in abbondanza per i suoi paradossi: il traffico è perenne ma statico, si hanno mille cose da fare e si fa sempre tardi.

Come se la bellezza che ti avvolge ti impedisse di mordere l’acceleratore.

Tra il fascino delle rovine e l’equilibrio delle facciate delle chiese, alla fine dimentichi la tua destinazione, il tuo lavoro e ti ritrovi turista nella tua città.

In fondo il lavoro può attendere cinque minuti, o forse no. Ma bisogna per forza vivere in orario?

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