Oggi vi propongo una riflessione sul recente dibattito che si è svolto riguardo la presunta censura operata da Facebook. Se non siete a conoscenza della notizia, potete leggerla qui.

L’accusa di favoritismi

Marketing Pips Il newsfeed di Facebook non è neutrale

Sembra che nei suoi Trending Topics Facebook abbia dato maggiore risalto a determinate fonti a discapito di altre.

Gizmodo ci dice che alcuni ex news curator hanno rivelato le dinamiche poco politically correct con cui viene gestita la sezione.

La notizia però non è accertata: siccome gli ex dipendenti di Facebook per contratto non possono diffondere notizie sensibili relative all’azienda, sono rimasti nell’anonimato.

Ci tocca dunque avere fiducia nel buon nome di Gizmodo che garantisce sulla genuinità della fonte.

In ogni caso la notizia ha fatto scalpore perché non sarebbe la prima volta che la piattaforma social viene manovrata.

L’esperimento sul newsfeed di Facebook

Il newsfeed di Facebook è regolato da un complesso algoritmo che ci propone i contenuti dei nostri contatti e delle pagine che seguiamo in base a vari fattori, ma in particolare in base alle interazioni che abbiamo con gli altri.

In passato l’azienda ammise di aver condotto un esperimento manipolando le notizie che venivano presentate nei newsfeed di un campione di utenti.

L’opinione pubblica la prese maluccio, ma la questione fu presto dimenticata.

Facebook è un’azienda privata

Quanto è utile gridare allo scandalo apprendendo tali notizie?

Facebook è un ente privato e quotato in borsa: per quanto voglia dotarsi di valori e mission filantropiche, l’obiettivo unico degli azionisti resta il fatturato.

In fondo nessuna azienda opera gratis sul mercato: se non c’è una tariffa da pagare, non vuol dire che non ci sia un guadagno per chi offre un servizio.

Per quanto ne sappiamo i profitti dell’azienda di Menlo Park vengono dalla pubblicità, ma non possiamo escludere altre fonti di guadagno meno etiche: pagare per apparire nei trending topics non è impensabile.

Basti pensare che l’idea dei trend è mutuata da Twitter, che permette di inserire a pagamento qualsiasi hashtag, specificando che però è sponsorizzato.

Quando finisce un amore

Marketing Pips Il newsfeed di Facebook non è neutrale

Siamo portati a credere che, in virtù della sua gratuità e della posizione predominante che occupa nel web, Facebook debba essere imparziale.

Sarebbe un po’ come pensare che una nazione grande come la Cina debba necessariamente essere democratica per via dell’importanza strategica che ha l’avere oltre un miliardo di abitanti.

Purtroppo l’azienda di Zuckerberg non brilla per trasparenza e le norme sulla privacy nascondono mille insidie.

Per quanto ci possa piacere passare il nostro tempo scorrendo il newsfeed di Facebook dobbiamo rassegnarci all’idea che non è tutto oro ciò che luccica sotto i nostri pollici.

Come per mille altri prodotti e servizi che non sono come li vorremmo, bisogna farne un uso consapevole.

Cosa ne pensate al riguardo? Parliamone nei commenti!

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