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Rocco Iannalfo

Psicologia, Relazioni & Contenuti

Il blogger e l’articolo del lunedì mattina

Ogni maledetto lunedì riprende la settimana lavorativa: il sole splende nel cielo (dopo un weekend di pioggia) e migliaia di automi si riversano per le strade per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Poche cose possono addolcire l’amarezza del pensiero di una nuova settimana lavorativa: il caffè, una brioche calda e le notizie fresche.

Fornaio e blogger: lavori notturni

Mentre il caffè sale lentamente nella moka diffondendo l’odore del nuovo giorno in casa, il giornale è già nel giardino ad attendervi o, più semplicemente,è già online sul vostro smartphone.

Intere categorie di lavoratori hanno fatto nottata o sacrificato il weekend per rendere migliore la vostra giornata.

Oltre al fornaio, anche il blogger ha bruciato parte del suo prezioso fine settimana per farvi avere l’articolo del lunedì mattina da scrollare mentre siete seduti a meditare sul vostro trono di ceramica.

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La reach ed altre storie

Oltre all’amore incondizionato per il proprio lettore, altri fattori spingono il web writer a scrivere il sabato o la domenica.

Il primo è che analizzando i propri insights e le statistiche, chi pubblica il lunedì ha una reach maggiore, quindi maggiori possibilità di essere condiviso e maggiore soddisfazione nel vedere che il proprio lavoro viene apprezzato da un maggior numero di persone.

Poi in generale il blogger ama scrivere e lo fa con piacere: non è poi un sacrificio mettersi lì ad aggiornare il blog senza gli affanni delle scadenze e degli impegni lavorativi.

Se poi guardate fuori e piove, forse rifugiarsi nella scrittura è la soluzione migliore.

L’articolo del lunedì… il lunedì

Io invece vado controcorrente: pubblico il lunedì in tarda mattinata o nel pomeriggio; se ho scadenze lavorative di martedì.

Quella che potrebbe sembrare una scelta strategica per arrivare nei vostri feed quando sono meno affollati, in realtà è una scelta di vita.

Ho quasi sempre lavorato nel weekend: quando ero studente lavorare il fine settimana era una prassi; da laureato il sabato o la domenica avevo spesso turni h24 nelle strutture per minori, a trascorrere il tempo con chi una famiglia magari non ce l’ha.

Ora che lavoro da freelance e posso organizzare liberamente il mio lavoro, ho deciso di dedicare il fine settimana alla famiglia.

Domenica è sempre domenica

Il blogger e l'articolo del lunedì mattina

Se prima lavorare nel weekend era normalità, ora voglio che sia l’eccezione: va bene  le emergenze, ma l’articolo del lunedì posso consegnarvelo anche un po’ in ritardo.

Voglio riabituarmi alle vecchie abitudini: la gita fuori porta, il pranzo della domenica, la passeggiata per i negozi affollati, stare insieme alla mia compagna di vita.

E mi sto mentalmente preparando a diventare papà: digital detox e weekend dedicato a giocare con le bambole, guardare cartoni e andare al parco in bici.

Forse avrò meno lettori, ma non è quello che conta di più nella vita.

#ColoraRoma con la Missione Girasole!

Da oggi inizia una nuova impresa: #ColoraRoma con Missione Girasole!

Missione Girasole

Missione Girasole è un’associazione culturale che ha come obiettivo la sensibilizzazione verso i temi ambientali e del verde pubblico.

Ogni anno l’associazione rilancia la Missione Girasole – Colora il tuo quartiere, distribuendo migliaia di bustine di semi di girasole da piantare negli spazi di verde pubblico delle città.

#ColoraRoma

#ColoraRoma con la Missione Girasole!

Siccome vivo e lavoro in una delle città più belle al mondo, dove gli spazi verdi non mancano ma traffico e cemento la fanno da padroni, ho deciso di dare il mio contributo alla causa di una città più verde e a misura d’uomo.

Da oggi inizierò a coltivare girasoli e a distribuire in giro le bustine di semini.

Vuoi aiutarmi a colorare la Capitale?

Procurati una bustina e semina in un angolo del tuo quartiere che vuoi abbellire. Fai crescere le piantine e condividi le foto sui social network utilizzando l’hashtag #ColoraRoma.

Se non hai il pollice verde, segui i consigli di Missione Girasole.

Se non sai dove trovare i semini, contattami!

Rendi più verde la tua città, #ColoraRoma!

Il newsfeed di Facebook non è neutrale

 

Oggi vi propongo una riflessione sul recente dibattito che si è svolto riguardo la presunta censura operata da Facebook. Se non siete a conoscenza della notizia, potete leggerla qui.

L’accusa di favoritismi

Marketing Pips Il newsfeed di Facebook non è neutrale

Sembra che nei suoi Trending Topics Facebook abbia dato maggiore risalto a determinate fonti a discapito di altre.

Gizmodo ci dice che alcuni ex news curator hanno rivelato le dinamiche poco politically correct con cui viene gestita la sezione.

La notizia però non è accertata: siccome gli ex dipendenti di Facebook per contratto non possono diffondere notizie sensibili relative all’azienda, sono rimasti nell’anonimato.

Ci tocca dunque avere fiducia nel buon nome di Gizmodo che garantisce sulla genuinità della fonte.

In ogni caso la notizia ha fatto scalpore perché non sarebbe la prima volta che la piattaforma social viene manovrata.

L’esperimento sul newsfeed di Facebook

Il newsfeed di Facebook è regolato da un complesso algoritmo che ci propone i contenuti dei nostri contatti e delle pagine che seguiamo in base a vari fattori, ma in particolare in base alle interazioni che abbiamo con gli altri.

In passato l’azienda ammise di aver condotto un esperimento manipolando le notizie che venivano presentate nei newsfeed di un campione di utenti.

L’opinione pubblica la prese maluccio, ma la questione fu presto dimenticata.

Facebook è un’azienda privata

Quanto è utile gridare allo scandalo apprendendo tali notizie?

Facebook è un ente privato e quotato in borsa: per quanto voglia dotarsi di valori e mission filantropiche, l’obiettivo unico degli azionisti resta il fatturato.

In fondo nessuna azienda opera gratis sul mercato: se non c’è una tariffa da pagare, non vuol dire che non ci sia un guadagno per chi offre un servizio.

Per quanto ne sappiamo i profitti dell’azienda di Menlo Park vengono dalla pubblicità, ma non possiamo escludere altre fonti di guadagno meno etiche: pagare per apparire nei trending topics non è impensabile.

Basti pensare che l’idea dei trend è mutuata da Twitter, che permette di inserire a pagamento qualsiasi hashtag, specificando che però è sponsorizzato.

Quando finisce un amore

Marketing Pips Il newsfeed di Facebook non è neutrale

Siamo portati a credere che, in virtù della sua gratuità e della posizione predominante che occupa nel web, Facebook debba essere imparziale.

Sarebbe un po’ come pensare che una nazione grande come la Cina debba necessariamente essere democratica per via dell’importanza strategica che ha l’avere oltre un miliardo di abitanti.

Purtroppo l’azienda di Zuckerberg non brilla per trasparenza e le norme sulla privacy nascondono mille insidie.

Per quanto ci possa piacere passare il nostro tempo scorrendo il newsfeed di Facebook dobbiamo rassegnarci all’idea che non è tutto oro ciò che luccica sotto i nostri pollici.

Come per mille altri prodotti e servizi che non sono come li vorremmo, bisogna farne un uso consapevole.

Cosa ne pensate al riguardo? Parliamone nei commenti!

Il Garante: la Cookie Law sarà abrogata

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto il primo aprile, per maggiori dettagli leggi qui!

La tanto discussa Cookie Law entrata in vigore lo scorso mese di giugno potrebbe non festeggiare il suo primo compleanno: con sorpresa i blogger italici scoprono che il Garante della privacy annuncia l’inizio dell’iter per l’abrogazione della legge.

Il comunicato stampa

Stamattina è comparso sul sito del Garante un comunicato che annuncia la decisione di eliminare la legge sui famigerati biscotti virtuali.

L’abrogazione viene motivata con il processo di semplificazione normativa, la Cookie Law sarà inserita in un pacchetto di leggi ritenute ormai superflue, superate o semplicemente inutili.

Il garante afferma: “la legge si è dimostrata poco funzionale fin dalla sua approvazione […] gli addetti ai lavori hanno fatto fatica a recepirla al pari dei cittadini […] anche se il dibattito creatosi intorno alle modalità di applicazione della Cookie Law ha portato a una maggiore consapevolezza sull’utilizzo dei dati personali”.

Leggi il comunicato completo.

Che ne sarà della Cookie Law?

Il Garante la Coookie Law sarà abrogata

Dopo tutta la fatica fatta per digerire il bannerino sui biscotti, cosa accadrà adesso? Lo scenario non è chiaro, probabilmente il Garante interverrà con comunicati successivi a spiegarci cosa fare.

Per ora quello che sembra certo è che intanto i banner e le privacy policy non vanno rimossi, la legge è ancora in vigore e solo dopo che l’iter parlamentare sarà terminato si saprà per certo il da farsi.

Inoltre se venisse a mancare una specifica norma italiana, va comunque tenuta in considerazione la normativa europea, quindi probabilmente i nostri cari banner sui cookie sopravviveranno alla legge che li ha imposti.

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Piano editoriale o Skinner blog per i tuoi contenuti?

La chiave di tutte le relazioni durature è il dialogo: senza un interlocutore qualsiasi messaggio, per quanto valido, diventa un monologo. Se promuovi la tua attività sul web la portata del tuo messaggio sarà direttamente proporzionale al dialogo che sarai in grado di generare.

Oggi ti parlerò di come scegliere che tipo di comunicazione online è più adatto alla tua attività.

Dialogare non è vendere

Prima di proseguire, vorrei fare una rapida premessa: la tua content strategy non deve vendere!

Il web non deve essere l’ennesima buca per lettere in cui piazzare il tuo volantino con le offerte. Quello (forse) lo leggerò se dovrò fare la spesa e saprò dove trovarlo; se invece sto cercando svago online, la tua réclame mi infastidirà.

Se invece mi proponi un contenuto interessante inizierò a conoscerti e ti cercherò quando avrò bisogno di ciò che vendi. Perché ti conosco e mi fido di te.

Detto ciò, possiamo scegliere due differenti strategie: creare un piano editoriale oppure realizzare uno Skinner blog.

Il piano editoriale

Piano editoriale o Skinner blog per i tuoi contenuti

La maggior parte delle aziende ti propongono un calendario editoriale: tutti i contenuti vengono creati, organizzati e diffusi secondo uno schema prestabilito.

Quella di usare un piano editoriale è una strategia molto adatta ai grandi business e a coloro che vogliono incanalare in uno spazio ben definito le conversazioni su uno o più argomenti. Rappresenta la strategia più razionale, che mira ad instaurare una consuetudine e tende a fidelizzare il pubblico di riferimento.

Dopo uno studio con cui vengono scelte le tematiche da trattare, queste vengono organizzate secondo uno schema: come sai che il giovedì ci sono gli gnocchi, così scoprirai che ogni mercoledì su quel determinato blog si parla sempre della stessa tematica.

Un piano editoriale ti offre il vantaggio di avere sempre qualcosa di cui parlare quotidianamente, mediante specifiche rubriche. E sapendo già di cosa parlerai la prossima settimana, potrai tranquillamente programmare la pubblicazione prima e goderti un giorno di ferie.

I tuoi 24 lettori invece sapranno quando arriverà il tuo nuovo articolo e saranno pronti ad attenderlo. Potranno trovarti ogni giorno nell’edicola virtuale oppure passeranno solo per l’inserto settimanale che loro interessa.

Se la tua strategia prevede un rapporto fedele con i tuoi interlocutori, senza dubbio ti conviene iniziare a creare il tuo calendario personalizzato. Puoi scegliere quello nella foto sopra (Sarah Potter ti spiega qui come realizzarlo) oppure puoi usare quello più professionale del #Socialmediacoso Francesco Ambrosino.

Lo Skinner blog

Piano editoriale o Skinner blog per i tuoi contenuti

La strategia dello Skinner blog è differente: consiste nel pubblicare contenuti senza un preciso schema editoriale. Senza uno schema non vuol però dire senza una strategia: semplicemente non ci sono giorni fissi di pubblicazione o un numero prestabilito di post settimanali o mensili.

Burrhus Skinner è uno psicologo americano che durante i suoi studi sul condizionamento e sull’apprendimento creò la Skinner Box, una scatola in cui le sue cavie venivano sottoposte ad esperimenti. Tra le varie componenti dell’apparato sperimentale figurava una levetta che, se premuta, rilasciava cibo.

Nei vari studi emerse che se il cibo veniva elargito in base a un determinato e costante numero di azioni sulla leva, i ratti perdevano interesse verso il meccanismo e utilizzavano la leva solo quando avevano fame. Al contrario se il numero di azioni che portavano alla ricompensa non erano costanti, il sorcio si intestardiva ad azionare la leva nella speranza di essere premiato.

Questo meccanismo mentale lo condividiamo con i ratti: il nostro cervello va in tilt di fronte a un sistema che ci promette una ricompensa casualmente associata alla reiterazione di un’azione. Che poi è lo stesso meccanismo alla base del gioco d’azzardo.

Così lo Skinner blog stimola la parte più irrazionale del lettore: adatto a chi tratta contenuti di natura emozionale, che danno piacere ai lettori.

Questo tipo di strategia è più adatto ai cosiddetti lovemarks: cercherai continuamente gli aggiornamenti del tuo marchio preferito e difficilmente proverai interesse per contenuti calendarizzati.

Non ti aspetti che il tuo idolo scriva un post al giorno, anche perché in tal caso difficilmente sarebbe lui a scriverli.

In ogni caso non ti farà certamente piacere pensare che i tuoi fan scapoccino compulsivamente contro il tasto refresh del tuo blog per restare aggiornati su ciò che pubblichi e puoi evitare che ciò accada.

Ipotizziamo ad esempio che in ogni momento della giornata tu sia in attesa di un mio nuovo post, ti consiglio di aggiungere il mio post al tuo feed reader oppure di mettere mi piace alla mia pagina Facebook e di attivare le notifiche per i miei post, così da non perdere nessun aggiornamento!

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